giovedì 31 agosto 2017

Recensione: LA CASA DELLE FOGLIE ROSSE di Paullina Simons



Due coppie di fidanzati, quattro amici inseparabili i cui rapporti sono sporcati da troppe bugie, segreti, invidie, gelosie.
La morte violenta di uno di loro darà il via ad un'indagine ricca di colpi di scena, in un clima denso di inquietanti misteri da svelare.



LA CASA DELLE FOGLIE ROSSE
di Paullina Simons



Ed. Harper Collins
trad. R. Zuppet
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E' un gelido e nevoso mese di novembre del 1993 e Kristina Kim sta per compiere 21 anni; è una studentessa del Dartmouth College (New Hampshire) ed è un vero asso nel basket: agile, atletica, intelligente, bellissima, solare, Krissy è quella che si può tranquillamente definire "la ragazza più popolare della scuola".
Inoltre, è anche una persona sensibile, visto il suo lavoro part-time presso la Red Leaves House, una struttura che ospita e da sostegno a giovani donne incinte e sole.

E' fidanzata con il ben Jim Shaw, anche se la loro relazione registra "alti e bassi"; i due sono amici inseparabili di Connie Tobias e il suo ragazzo Albert Maplethorpe, e i quattro sono sempre insieme fin dal primo anno di università: vivono, studiano, giocano a carte e fanno sport insieme, legati da un'amicizia totalizzante che negli ultimi tempi però inizia a dare segni di cedimento. 

Da subito intuiamo che Kristina e Albert "non la raccontano giusta" e che tra loro c'è un rapporto che va al di là dell'amicizia, e che chiaramente è vissuto all'oscuro dei rispettivi fidanzati, Jim e Connie.
I quali però non riescono a nascondere atteggiamenti ostili ed infastiditi, come se stessero subodorando che qualcosa non va...

Si avvicina il giorno del Ringraziamento e gli studenti stanno per lasciare per qualche giorno l'istituto per passare le vacanze con le famiglie; Kristina, invece, non ha una famiglia che l'aspetta...: la sua amata nonna è morta di recente, suo padre anche (ormai da diversi anni) e la mamma..., beh... lei è come se non ci fosse.
Certo, in realtà c'è una persona nell'esistenza di Kristina, di cui gli amici sembrano non essere informati: un marito, tale Howard, da cui però la giovane sta per divorziare...

Per darsi un tono e scacciare la tristezza e l'opprimente senso di solitudine che pervade la sua esistenza,  la bella Kristina decide di farsi un bel regalo: un paio di stivali neri, laccati, di cuoio, eleganti; mentre, impaziente, è intenta a infilarseli per strada, viene avvicinata da un bel giovanotto, che si presenta come Spencer Patrick O'Malley; i tra i due scatta un'inaspettata sintonia e, in seguito ad una circostanza non proprio lieta, i due si incontreranno ancora un'altra volta, promettendo di rivedersi dopo le festività.

Ma l'appuntamento sarà annullato a motivo di una improvvisa tragedia: il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college e, giunto sul luogo del ritrovamento, il povero Spencer - che è un detective - deve farsi forza per accettare l'idea che quella bella ragazza, nei cui occhi si leggeva un misto di malinconia e voglia di vivere e che lui avrebbe desiderato conoscere meglio, è morta ed è rimasta sepolta sotto un bel po' di neve per più di una settimana. Il pensiero di quel giovane corpo abbandonato al freddo e al gelo lo scuote internamente, lo sconvolge e fa sì che egli prenda molto a cuore il caso, che il suo capo gli affida.

Spencer O'Malley è determinato a far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, e che da subito si rivela contornata da fin troppi elementi "strani". 

Com'è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la scomparsa della ragazza? 
Possibile che, di ritorno dalle vacanze, a nessuno sia venuto in mente di andare a cercare Kristina?

O'Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, ed infatti inizia immediatamente a metterli sotto torchio con interrogatori minuziosi, notando di volta in volta le tre diverse reazioni dei ragazzi, ognuno dei quali pare avere un buco di qualche ora, in cui sono privi di alibi di ferro, il che rende ciascuno di essi un possibile sospettato.

Quando gli esami autoptici confermano le iniziali intuizioni e ipotesi di Spencer - Kristina non è morta accidentalmente ma è stata assassinata -, il detective capisce che per arrivare al colpevole deve indagare a fondo nelle esistenze dei sospettati e scovare nei loro sentimenti, andare oltre le reazioni ostentate - di dolore, rabbia, ostilità - e rispondere alla domanda fondamentale: chi, tra la carina e minuta Connie, il diffidente e provato fidanzato Jim e lo sfacciato e controllato Albert, poteva avere delle ragioni per desiderare la morte di Kristina?

Senza perdere di vista eventuali altre piste, Spencer si lascia guidare principalmente dal proprio sesto senso, sperando che non lo tradisca; le sue domande insistenti portano alla luce, man mano, una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.

Forse l'assassina è Connie, che aveva sviluppato in tre anni gelosie e sospetti verso Kristina e il rapporto di questa con il suo Albert?
O forse è proprio Albert, il più razionale del gruppo, che sembra aver tanto da nascondere circa il suo legame con la defunta amica?
O è Jim, che potrebbe - come Connie - essersi fatto prendere dalla gelosia e dalla rabbia verso la propria fidanzata, con cui tra l'altro ultimamente non andava per niente d'accordo?

Per non dire che c'è un testimone oculare che, quella notte del 24 novembre, in cui la povera Kristina ha chiuso per sempre gli occhi, ha visto uno dei tre sulla scena del delitto...!

Le varie e infervorate conversazioni con i tre amici sembrano non portare a nulla di definitivo; ogni volta che viene fuori un particolare inquietante che potrebbe far luce su qualche elemento dell'indagine, esso si rivela poi o fuorviante o troppo debole per formulare un'accusa ben precisa.

E i tre sospettati, dal canto loro, sono dei gran bugiardi!
Ciascuno di essi racconta una versione che fa acqua, nella quale, pensa l'intuitivo e stanco Spencer, c'è qualcosa di importante che sfugge, che non torna, e che lui è deciso a scoprire.
Lo deve alla povera Krstina, così bella, intelligente, e troppo giovane per morire; e lo deve a se stesso, perchè il pensiero di lei senza vita lo perseguita, non gli da pace.

Spencer è un detective attento, scrupoloso, che segue molto le proprie intuizioni, le quali qualche volta hanno fatto cilecca; è impetuoso e forse in centrale colleghi e superiori non si fidano totalmente di lui (pur riconoscendone la bravura) perchè è un tipo volubile e dopo la morte della giovane moglie non sembra essersi ripreso al 100%, anzi è sempre stato "troppo occupato a sopravvivere per dedicarsi a vivere".
Questa indagine, invece, sembra avergli dato un motivo per cui impegnarsi, qualcosa per cui valga la pena battersi pur di giungere alla verità.

Considerazioni.

Ho letto questo romanzo con un'avidità crescente, sempre più ansiosa di andare avanti per sapere cosa è accaduto a Kristina, chi le ha fatto del male, come e perchè.
Ci si immedesima in Spencer, del quale - dalla morte d Kristina, che è la protagonista della prima parte e in qualche modo resta tale anche dopo la morte, seppure in un senso differente - seguiamo il punto di vista, immergendoci completamente nell'indagine, seguendone i pensieri, le elucubrazioni, le ipotesi, le angosce e le intuizioni, la rabbia verso quei tre ragazzetti che non si decidono a raccontare la verità. Tutta la verità, una volta per sempre.

La verità può avere più facce, e spesso le persone non sono quelle che crediamo, ma nascondono un passato, una facciata, dei segreti... che se li conoscessimo, cambierebbe la nostra opinione su di loro.
Con questi segreti, anche torbidi e oscuri, Spencer deve avere a che fare, venendo a contatto con menzogne che rivelano tutta la fragilità della natura umana.

Un romanzo claustrofobico e denso di risvolti via via più oscuri, drammatici, tra i quali anche un poliziotto intelligente come Spencer avrà difficoltà a districarsi, e pagina dopo pagina l'Autrice ci tiene col fiato sospeso, perchè sentiamo che fino alla fine non possiamo abbassare la guardia, in quanto potrebbero attenderci nuove rivelazioni.

Devo dire che mi è piaciuto un sacco questo libro: un'atmosfera intrisa di suspense, mistero, che si va infittendo sempre più e con graduali particolari svelati; personaggi complessi psicologicamente e ben tratteggiati, che suscitano sentimenti di ostilità (e per questo risultano, in fondo, accattivanti) nel loro modo di fare e di mentire, compresa la povera vittima, con i suoi errori e le sue debolezze, con il suo passato breve ma pieno di esperienze (molte delle quali dolorose); interessante il protagonista maschile, questo sergente investigativo dalla personalità non semplice, così sensibile ed empatico ma che, al momento giusto, tira fuori la lucidità necessaria.

Se dovessi trovare un'unica e piccola nota stonata nel romanzo, essa starebbe nella scelta fatta sul finale, che a mio modesto avviso appaga più la sete di vendetta che di giustizia.
Però a parte questo, il mio parere sul libro è totalmente positivo, e l'effetto sorpresa costante, la scrittura attenta e meticolosa della Simons, mi hanno letteralmente conquistata.

2 commenti:

  1. Ciao Angela, questo libro mi aveva colpito dalla copertina, ma non ricordavo la trama: sembra proprio il mio genere, me lo segno!

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    Risposte
    1. Bello sì, un romanzo che "prende" 😍

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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