giovedì 13 aprile 2017

Recensione: LA SPERANZA DEI VINTI di Michele Rampazzo



Un giovane scrittore italiano si risveglia in una Londra infestata da un'epidemia sconosciuta e da zombie infetti e pericolosi; l'unico suo vero obiettivo è cercare di sopravvivere e a dargli la forza necessaria è l'amore per la sua fidanzata.


LA SPERANZA DEI VINTI
di Michele Rampazzo



 Intrecci Edizioni
274 pp
15 euro
2016
"Che sciocchi siamo!" esclamò. "Ci abbandoniamo ad apettative futili, ci aggrappiamo all'unico fragile appiglio che ci viene offerto pur di non sbirciare di sotto, e ci convinciamo che in qualche modo possa reggere. Non toccherà a me, così ci diciamo se succede qualcosa di brutto, e così ci stiamo ripetendo senza sosta da quasi tre giorni, ormai. Perciò, incontrando qualcuno che ha deciso di arrendersi, di guardare giù, lo biasimiamo come se questo potesse dare più forza ai nostri appigli. Non accettiamo di vedere che tutto ciò che abbiamo ci può essere strappato via in qualsiasi momento. Non vogliamo vedere che la nostra è solo la speranza dei vinti".


Giorgio, giovane scrittore, è a Londra col suo agente Vittorio, per motivi di lavoro; quando si sveglia, una mattina, in una stanza d'albergo, ha la sensazione di vivere un incubo.
Vittorio non c'è ma gli ha lasciato un biglietto in cui gli ordina di non mettere il naso fuori dall'hotel; lui intanto è corso in aeroporto e lo chiamerà appena troverà un volo.
Perplesso, Giorgio dà un'occhiata dalla finestra all'esterno, e dopo essersi accertato che, purtroppo, le reti telefoniche non funzionano, si accorge che in strada c'è il caos totale: i trasporti sono bloccati, le sirene suonano impazzite e strani individui si aggirano, sinistri e claudicanti. Non sono morti ma non sembrano neppure viventi nel senso squisito del temine. Sono forse zombie...?
Man mano che i minuti passano, Giorgio si convince a lasciare l'albergo e a scendere in strada; scopre così che è scoppiata un’epidemia tanto violenta che obbliga le persone a girare con indosso una mascherina per evitare il rischio di un contagio assicurato e mortale.

Il ragazzo è terrorizzato, non sa che fare, gli sembra di vivere un brutto sogno ma una cosa lo spinge a non restarsene con le mani in mano: deve capire se questo "gran casino" riguarda solo Londra o se tale epidemia sta colpendo altri Paesi; ma soprattutto, come sta la sua fidanzata Alessia, che lui ha lasciato a Verona? Il cellulare non prende e non c'è modo di mettersi in contatto con lei; a Giorgio non resta che sperare che intanto la ragazza se la stia cavando.

Mentre i pochissimi sopravvissuti si accalcano in cerca di spiegazioni e imperversa la rigida e un po' folle legge marziale, Giorgio sfugge - con un po' di fortuna e grazie ad aiuti inaspettati - ai controlli dell’esercito e decide d’intraprendere il suo viaggio personale per tornare a casa, con la speranza di trovare i propri cari e il suo amore in vita e in salute.

Si arma quindi di coraggio e di uno sfollagente (rubato a un poliziotto morto) e comincia la sua avventura verso la sopravvivenza; lungo il tragitto, incontra tante persone disperate come lui, se non di più; da alcuni dovrà stare in guardia, da altri riceverà quel minimo di incoraggiamento necessario per credere che è possibile non soccombere alla malattia e al mondo impazzito.

L'epidemia sta mietendo vittime, non solo perchè tantissimi infetti muoiono, ma ancor di più perchè chi non muore, come dicevamo prima, resta ammalato pur non essendo più un "vero essere umano", ma acquisendo le sembianze di un "morto vivente", di uno zombie, tanto nell'inquietante e rivoltante aspetto fisico, nel fetore di cadavere emanato, quanto nel modo di agire "animalesco" (seppur con sprazzi di umanità, come se la memoria dell'infetto avesse ancora un qualche ricordo della "vita precedente", prima della malattia).

Giorgio deve lottare con tutte le sue forze per preservare la propria vita e quella delle persone che incontra via via, durante il cammino; tra queste c'è una giovane donna, Sarah, con cui condividerà giorni intensi, e tra baruffe e sguardi d'intesa, i due si alleeranno per scappare dai famelici e ributtanti zombie e trovare una via d'uscita per raggiungere ciascuno la propria meta.

Sarah è una ragazza determinata, con molto senso pratico, dalla lingua pungente, un po' scostante eppure sensibile e capace di capire al volo i pensieri e i sentimenti di Giorgio, che inizialmente la trova indisponente e cinica; in realtà, la situazione particolare che si ritrovano a vivere e condividere fa sì che tra loro si instauri un legame molto stretto, di profonda empatia e solidarietà, come spesso accade quando si vivono condizioni drammatiche e pericolose con altre persone con le quali, seppur estraneee, ci sentiamo uniti da quel destino comune che si sta affrontando in mezzo a non poche difficoltà.

Giorgio, che caratterialmente è un tipetto a volte un po' arrogante e permaloso, sarà costretto, dalla straordinaria situazione che sta vivendo, a tirar fuori tutto il sangue freddo, la maturità, il coraggio che ha - e anche ciò che non sapeva di avere - per raggiungere il proprio scopo, cioè tornare sano e salvo dalla sua Alessia, e soltanto la speranza che lei sia ancora viva e che lo stia aspettando gli dà la forza necessaria per superare le enormi difficoltà che incontrerà, lui e i suoi sempre diversi "compagni di viaggio".

"I vinti hanno bisogno di quell'ultimo sprazzo di fede, altrimenti la follia ci prenderebbe tutti".

"La speranza dei vinti" è un romanzo fantascientifico con uno sfondo apocalittico/catastrofico, molto coinvolgente, con un ritmo sempre incalzante, ricco di dettagli che rendono vive le situazioni vissute dal protagonista e dai suoi amici; la trama è avventurosa, dinamica, e seguiamo le vicende di Giorgio con interesse, avvertendo la sua stessa tensione nei momenti più complicati, in un susseguirsi veloce di colpi di scena ed episodi pieni di'imprevisti.

Una cosa che emerge dalle pagine di questo libro, e che mi è piaciuta molto, è l'aspetto umano della storia, nel senso che l'Autore non si sofferma soltanto sulla serie di accadimenti rocamboleschi e incredibili che accadono in una settimana ai personaggi, ma soprattutto sui legami affettivi che si creano tra loro, pur non essendosi mai visti e conosciuti prima di quel momento; trovandosi in situazioni di pericolo, essi devono lasciarsi guidare dal proprio istinto di sopravvivenza - che li spinge magari a fare cose che mai avrebbero immaginato di fare, stringendo i denti davanti a dolore, fame, sete, paure - che però rende alcuni egoisti (ciò che conta è salvare la propria pelle) ed altri molto altruisti, consapevoli di quanto la solidarietà e l'unione siano importanti per uscire vittoriosi in un mondo che sta letteralmente impazzendo e in cui ogni regola è sottosopra.
Ringrazio la C.E. Intrecci Edizioni per la copia omaggio e consiglio la lettura di questo romanzo, molto movimentato e appassionante.

2 commenti:

  1. Bellissima recensione Angela!
    Sembra una storia molto coinvolgente...
    E' proprio vero che l'amore ci da la forza di fare tutto!
    Un bacio

    Nuovo post sul mio blog!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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    Risposte
    1. Ciao Benedetta! Passerò di certo :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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