lunedì 5 giugno 2017

Recensione: IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton (RC2017)



Un labirinto di misteri e segreti, racchiusi al di là di un muro che nasconde un giardino rigoglioso e magico, testimone di eventi per anni taciuti che, cento anni dopo, chiedono di essere finalmente svelati.


IL GIARDINO DEI SEGRETI
di Kate Morton



IL GIARDINO DEI SEGRETI
Ed. Sperling&Kupfer
trad. A.E. Giagheddu
591 pp
10.90 euro
2013
L'affascinante ed intricata storia narrata dall'autrice australiana Kate Morton si volge seguendo tre filoni temporali (1909-1913 // 1975 // 2005), ciascuno dei quali aventi una protagonista femminile al centro degli eventi; le donne sono chiaramente collegate tra loro ed è l'ultima di esse - in ordine cronologico - a "sbrogliare la matassa" e a chiudere il cerchio dei segreti, nascosti in uno splendido giardino.

Ma procediamo con ordine.

Nel 1913 una bambina di quattro anni si trova da sola su un transatlantico che è salpato dall'Inghilterra ed è diretto in Australia; con sè ha solo una valigetta bianca, con dentro un libro di fiabe, un disegno (che ritrae un volto femminile) ed altri pochi oggetti. La donna che l'accompagnava (chiamata dalla piccola "L'Autrice") le ha ordinato di aspettarla lì, ma poi non è più tornata.
Chi è questa bambina e com'è possibile che sia stata abbandonata su una nave?

Negli anni Trenta, questa bambina, ormai signorina, vive a Brisbane, in Australia; si chiama Nell e scopre una drammatica verità: non è figlia naturale dei genitori che l'hanno cresciuta, bensì è stata trovata sola e smarrita al porto di Maryborough; di lei non si sa neanche il vero nome e l'unico indizio è quella valigetta bianca che si portava dietro.
Diversi anni più tardi, nel 1975, la donna decide di imbarcarsi alla ricerca della verità: il punto di partenza è costituito dal nome dell'Autrice del libro di fiabe che era in valigia: Eliza Makepeace e proprio indagando su di lei giunge a Tregenna, in Cornovaglia, e alla tenuta di Blackhurst Manor, un tempo di proprietà della famiglia aristocratica Mountrachet.

Passano altri trent'anni (2005) e Nell è ormai prossima alla morte; accanto a lei c'è sua sua nipote Cassandra che, alla morte della nonna, scopre di aver ricevuto un'eredità inaspettata: un cottage - il Cliff Cottage - in Cornovaglia.

Questo cottage, insieme al suo bellissimo ma ormai dimenticato giardino, è il luogo del passato, lì dove sono sepolte verità nascoste per troppo tempo ma che Cassandra è intenzionata a scoprire per risolvere finalmente il mistero di quella bambina ritrovata sola in un porto australiano.

Seguiamo quindi le ricerche sia di Cassandra nel 2005 che di Nell nel 1975; entrambe si recano in quei luoghi in cui è vissuta Eliza Makepeace, per cercare di comprendere in che modo sono collegate ad essa.

Eliza non ha sempre vissuto nella ricca dimora dei Mountrachet, a Blackhurst Manor; i primi dodici anni della sua vita, trascorsi a Londra, sono stati molto poveri e tristi; dopo aver perso la cara mamma (Georgiana), Eliza perde anche il fratello gemello, il dolce Sammy, di cui lei si prendeva amorevolmente cura; resta a vivere in casa della signora Swindell, che la tratta peggio di una schiava, ma un giorno un uomo ben vestito viene a prenderla per portarla a casa dello zio Linus Mountrachet, fratello di sua madre. L'uomo è un tipo solitario, indifferente alla moglie Adeline e alla debole figlioletta Rose; appassionato di fotografia e giardini, è completamente schiavo del passato, di quei giorni in cui nella sua vita c'era l'amata sorella Georgiana.
Adeline prova immediatamente odio e disprezzo per la nipotina acquisita, per questa piccola intrusa dai capelli rossi e gli occhi espressivi e profondi, che tanto le ricorda la cognata, la sciagurata Georgiana; per cercare di raddrizzare questo animaletto selvatico, più simile ad un maschiaccio che a una femminuccia, Adeline affida Eliza alla figlia Rose, una bambina malaticcia e delicata, che instaura con la cugina un bellissimo rapporto di amicizia, disapprovato ovviamente da lady Mountrachet.

Nonostante l'antipatia di Adeline, Eliza trova nell'affetto profondo che la lega a Rose una ragione per essere felice; non solo, ma la vivida fantasia della ragazza non fa che spingerla a scrivere racconti e favole particolari, dai significati misteriosi e un po' inquietanti che, anni dopo, tra le mani di Cassandra, diventeranno anche una "chiave" per sciogliere certi intricati misteri,

Ma la vena da scrittrice di Eliza trova sostegno anche in un altro essenziale elemento: il meraviglioso giardino collocato oltre un labirinto, di cui un tempo sua madre si era occupata, e che adesso diventa il suo luogo segreto, il posto magico in cui, tra fiori e alberi, Eliza riesce a immaginare i personaggi delle fiabe che scrive.

Ma quel meraviglioso giardino diventerà anche teatro di avvenimenti drammatici, tristi, colmi di solitudine ed infelicità.
Infatti, tra il 1909 e il 1913 accadranno una serie di eventi che stravolgeranno la vita di tutti a Blackhurst Manor.

Come dicevo, quasi un secolo dopo, la determinata Cassandra è oltremodo convinta a individuare la verità circa le origini di nonna Nell, e per capirci qualcosa lei stessa dovrà immergersi nella bellezza e nella magia del cottage e del suo giardino che, benchè lasciato a se stesso da troppo tempo, non ha smesso di svelare verità inconfessate.

Eliza Makepeace è la donna che lasciò la piccola Nell sulla nave: perchè l'ha fatto? Che tipo di legame le unisce? E cosa è accaduto alla brava scrittrice di racconti per bambini, dopo aver portato via ed aver abbandonato, senza un'apparente spiegazione, la bambina, dato che di lei, da quel 1913 sembrano essersi perse le tracce?


Considerazioni.

Questo bellissimo romanzo di Kate Morton intreccia tra loro storie di donne lontane nel tempo le cui esistenze, però, sono indissolubilmente legate; come accade sempre nei suoi romanzi, l'Autrice pone al centro di tutto sempre dei segreti da svelare e a caratterizzare le trame ci sono degli elementi comuni, che ritroviamo ogni volta e che catturano tutta l'attenzione del lettore.

Anzitutto, le figure femminili: generazioni di donne forti, sensibili e solo all'apparenza chiuse e dure, ma in realtà esse conservano passati difficili e spesso dolorosi; ad es., la stessa Cassandra è mossa dal desiderio di conoscere il passato della nonna non soltanto per amore di lei, ma anche per riempire il vuoto e il dolore creati da due perdite importanti.

Si viaggia sul filo dei ricordi e per percorrere la strada della memoria, del passato, bisogna avere delle "chiavi", degli indizi, degli oggetti importanti, che sono stati cari per qualcuno: un quaderno con dei pensieri personali, un libro di fiabe illustrato, un vaso tenuto nascosto nella canna fumaria, la chiave che apre un cancello.
E servirsi di questi oggetti per conoscere la verità non è semplice, richiede molto coraggio, perchè spesso si scoprono realtà inimmaginabili e cariche di amarezza, che però è necessario conoscere.

I luoghi: sono sempre ben descritti e in essi aleggia un'aura di mistero, imprevedibilità: si tratta di antiche dimore tra le cui mura hanno vissuto delle persone, anni e anni prima, che hanno dato vita, con le loro azioni, le loro scelte, a una serie di eventi, molti dei quali non sempre nobili e quindi da tenere ben custoditi.

Come si evince dal titolo, il luogo più importante è il giardino segreto, cui si giunge attraverso un complicato labirinto (che potremmo considerarlo una metafora: giungere alla verità non è semplice, spesso c'è da attraversare un sentiero contorto, confuso): un giardino cui non tutti possono accedere, un posto incantato, che Eliza coltiva con amore finchè può, rendendolo il suo rifugio, l'antro ideale in cui lei può trovare riposo dal frastuono del mondo, in cui ritrovarsi con la cara cugina Rose e godere della loro sincera amicizia; e ancora, il luogo ideale in cui fermarsi per trovare ispirazione per le proprie fiabe, popolate da principesse bellissime e coraggiose.


"C'è una bellissima atmosfera qui dentro (...). Avvolgente, calda. E poi, mi sembra quasi di sentire i fantasmi del passato che si muovono in mezzo a noi"

dice un'amica di Cassandra a quest'ultima, entrambe rapite dalla malia antica e suggestiva, carica di parole non dette, di significati nascosti, che aleggia nel giardino segreto.

Il fascino dei romanzi della Morton, per me, sta proprio nella sua abilità nel creare storie molto complicate, intrecci che nascondo mille collegamenti tra loro, che l'Autrice rende noti pian piano, senza fretta, a tempo debito, donandoci qualche efficace colpo di scena qua e là, pur lasciandoci, al contempo, indizi sparsi che ci permettono comunque di formarci la nostra spiegazione dei misteri (prima che i personaggi li svelino).
I personaggi sono ben descritti, ci sembra di essere lì con loro, di conoscerli e di "sentirne" i pensieri, i sentimenti; le atmosfere un po' "gotiche", inquietanti, oscure, le dimore antiche, di solito abbandonate ma un tempo teatro di fatti importanti, le ambientazioni ricche di simbolismi e suggestioni esercitano una forte attrattiva su di me e mi fanno amare quest'autrice.

"Il giardino dei segreti" è un romanzo davvero ben scritto, con diversi filoni narrativi che si intersecano tra loro in modo complesso e si può rischiare di perdersi nel corso della lettura, ma la Morton è brava a tener desta la nostra attenzione e alla fine tutto si risolve e diventa chiaro; c'è la giusta dose di romanticismo, ma mai troppo accentuata, insieme a quell'inevitabile velo di malinconia che attraversa tutto il libro.

Posso non consigliarla??? *_*


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READING CHALLENGE
Obiettivo n.16 - Un libro in cui il giardino sia un protagonista,
 un centro importante della storia.

2 commenti:

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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