giovedì 23 maggio 2013

Recensione: ROMA 40 D.C. - DESTINO D'AMORE di Adele Vieri Castellano



Sono qui per dirvi la mia su un romance storico che mi ha davvero lasciato delle belle emozioni.
Eh, ho una vena romantica abbastanza sviluppata e ammetto di essere alla ricerca (anche, non solo) di romanzi in cui la passione e il sentimento regnano sovrani.
Bene, lo dico anticipatamente (come faccio tutte le volte che un libro mi ha preso particolarmente): il romanzo di Adele Vieri Castellano mi è piaciuto moltissimo e dovrò fare un grande sforzo per non tuffarmi nel secondo..... ^_^

ROMA 40 D.C. DESTINO D'AMORE
di Adele Vieri Castellano 

Ed. Leggereditore
Narrativa
432 pp
10 euro
2012
Trama

40 d.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, Imperatore.
Marco Quinto Rufo è l’uomo più potente di Roma, secondo solo all’imperatore, Livia Urgulanilla ha un passato da dimenticare.
Lui è un uomo temprato dalla foresta germanica, bello e forte che non conosce paura né limiti.
Lei è un’aristocratica raffinata e altezzosa il cui destino è già scritto.
Ma il dio Fato decide altrimenti e quando Rufo la porta via con sé non immagina lontanamente le conseguenze del suo gesto.
Roma non è la Provincia dove tutto, incluso rapire una donna, è concesso.
E anche se Caligola in persona decide di concedergliela, possederne il cuore sarà la più ardua e temeraria delle sue imprese.
E Livia saprà donare il cuore a un uomo spietato che non esita davanti a nulla, se non a quello che sente per lei?
Il primo romanzo di una trilogia che vi porterà in uno dei periodi storici più affascinanti del nostro passato; una storia che vi catturerà fin dalle prime pagine e alla fine ne rimarrete conquistati.



il mio pensiero

Siamo nell'antica Roma, nel 40 d.C.; a regnare sull'Impero romano è Caligola, che la Storia ci tratteggia come un uomo stravagante ed eccentrico.
La storia è preceduta da un prologo, in cui è narrato brevemente un episodio abbastanza meschino: una ragazzina, neppure adolescente, giace nuda davanti casa, legata ed esposta al pubblico ludibrio; inevitabili i commenti volgari degli uomini e gli sguardi indignati o compassionevoli delle donne.
Cos'ha fatto quella ragazzina per subire una punizione del genere?
Lei non ha commesso nulla di male; sta pagando la colpa di sua madre, che ha tradito il proprio marito; la ragazza è frutto di quell'adulterio.
Questo episodio iniziale, distante 7 anni dal resto della storia che poi seguirà, apre la via perchè il lettore possa immediatamente posare gli occhi su quella che poi conoscerà quale protagonista: Livia Urguanilla, la bella e giovane diciannovenne aristocratica, nonchè la fanciulla "esposta" dal marito della mamma agli sguardi dei passanti, davanti casa, dopo aver scoperto che la ragazzina non era figlia sua ma di un liberto...
Il "signor marito" della madre è niente meno che Claudio (il Claudio futuro imperatore).
Un'esperienza dolorosamente indimenticabile per la bella Livia, da allora definita "Livia detecta" (scoperta) e poco ricercata da uomini rispettabili ai fini di un matrimonio, pur essendo elegante e bellissima, con la sua pelle come porcellana e gli occhi verdi come la giada.
Ma sua madre è riuscita, grazie al loro nome, ad ottenere per lei un "matrimonio di convenienza" con un figlio di mercanti, non nobile ma "di buona famiglia": Settimio Aulo Flacco, un ragazzo avvenente, dall'aspetto perbene. Troppo perbene.
La sofisticata Livia non vede l'ora di sposarlo e, nella sua mente di giovane inesperta sull'amore, fantastica immaginando il suo promesso sposo come una sorta di principe azzurro.
Ma una figura imponente (in tutti i sensi) entra bruscamente nella vita di Livia, sconvolgendola: è Marco Quinto Rufo, il legato che, dalle selvagge foreste della Germania, è giunto a Roma dopo aver salvato la vita al "Divino Cesare", l'imperatore Caligola.
I due si incontrano per caso e dal momento in cui gli occhi  bui e profondi di Marco si incrociano con quelli puri e limpidi di Livia, una "corrente" scatta tra loro, senza che nessuno dei due possa farci niente per evitarla; anzi, come spesso accade, più la si nega più essa si rafforza.
Marco non è un uomo dal cuore tenero: lui è un guerriero, è abituato a una vita rude e all'avere tutti ai suoi ordini, donne comprese; l'unica donna che ama  è sua sorella: il resto dell'universo femminile è formato da femmine che gli si concedono con lascivia e passione, avvinte dalla bellezza di quel corpo forte e massiccio, che sprizza sensualità da tutti i pori.

Cosa c'è sotto quella scorza dura? Il petto largo e forte di Marco nasconde al suo interno un cuore capace di innamorarsi?

Marco non sa ancora come definire ciò che lo attira a quella ragazza dallo sguardo fiero e dalle labbra rosse, ma una cosa gli è chiara: la vuole tutta per sè.
Nessun altro uomo deve possederla; poco importa che sia la promessa sposa di un altro, lei dev'essere sua e basta.
A dar man forte alla passione incontrollabile ed inaspettata di Rufo per Livia detecta c'è l'imperatore in persona, Caligola che, per far piacere al proprio salvatore, gli ordina di rapire la giovane.
E lui lo fa, figuriamoci: è ossessionato da lei, come forse mai nella sua vita.
E Livia?
Nell'immaturità e nell'inesperienza di un sentimento acerbo e adolescenziale che sente di provare per colui alla quale è promessa sposa e il sol pensiero di poter avere alcunchè da spartire con quel bestione di Rufo, rude e animalesco, le fa accapponare la pelle.
Non sarà mai sua: lei appartiene al suo fidanzato e farà di tutto per mantenersi pura per lui, per colui che crede essere il suo amore, l'uomo della sua vita; e quando Marco, folle di passione, rapisce Livia, quest'ultima giura a se stessa che non gli si concederà mai....!
E così tra i due inizia una battaglia fatta di risposte piccate, insulti, baci rubati, corpi che fremono per consumare un legittimo desiderio fisico esistente tra un uomo e una donna giovani e belli - desiderio cui cercano entrambi provano a resistere -, sguardi truci e sorrisi sornioni di chi sa, per esperienza, che prima o poi l'avrà vinta.
Riuscirà Livia a resistere al bel Rufo o continuerà a disprezzarlo per averla presa e portata in casa sua con la forza, dimostrando di essere ciò di cui lei lo accusa: un essere senza cuore, più vicino ad una bestia che a un essere umano?
E Rufo riuscirà a penetrare nel cuore di lei, rivelando di sè quella dolcezza, quella capacità d'amare che neanche lui sa di possedere?

Nella storia interverranno altri personaggi, che avranno la loro importanza nella determinazione degli eventi: c'è Lucio, l'amico di sempre di Rufo, la bella vedova Turia, una donna che ha già sofferto per amore e che adesso ha chiuso il proprio cuore per preservarlo da altri dolori.
E poi c'è la vivace e insoddisfatta Giulia, cugina di Livia, sposata al senatore Cassiano, molto più vecchio di lei e tutt'altro che avvenente; con lei e a causa sua Livia vivrà un'esperienza.... indimenticabile...!

Nella società descritta per noi dalla brava Autrice, veniamo a stretto contatto con i costumi, i modi di vestirsi,  i luoghi, i cibi..., insomma con tutti gli aspetti propri dell'antica Roma, che si presenta agli occhi del lettore in tutto il suo fascino eterno (è la Caput mundi!!); quasi ci sembra di essere lì, di camminare per quelle strade polverose, di assaggiare i cibi alla mensa del folle imperatore, di sentire la sua voce mentre ordina le cose più bizzarre (e non di rado crudeli, dette con una leggerezza che fa rabbrividire) e ostenta i suoi capricci, di vedere negli atteggiamenti e negli sguardi degli uomini gretti come delle donne "dai facili costumi", la loro sete di lussuria, le gelosie, i tradimenti...
Ed è in un questo genere di contesto così ben disegnato, che si stagliano con altrettanta accuratezza i personaggi che ci faranno vivere tante emozioni, a cominciare dai protagonisti, Marco e Livia.
Un uomo e una donna che più diversi non potrebbero essere: il primo che ha vissuto di tutto, "un uomo di mondo" per dirla in chiave moderna, dallo sguardo impassibile, gli occhi che sembrano due pozzi scuri senza fondo e senza ombra di sentimenti; un sorriso spesso duro, uno sguardo arrogante, di chi " se la crede" (scusate il... francesismo), una cicatrice poco rassicurante che gli attraversa il braccio....
E lei: una raffinata e un tantino sofisticata ragazza patrizia, con una brutta esperienza alle spalle, dagli atteggiamenti apparentemente altezzosi e snob, che però celano un cuore sensibile, desideroso di vivere una favola d'amore con un uomo dai modi gentili che l'ami teneramente, che faccia sospirare le sue labbra di desiderio.
Sarà Rufo l'uomo che strapperà dolce e sensuali sospiri dalle labbra di Livia?

Lo scoprirete solo immergendovi nella lettura di questo bellissimo romanzo in cui storia, sentimento e passione sono miscelati con maestria, in uno stile che riesce ad essere scorrevole pur restando preciso e accurato, con personaggi assolutamente ben delineati, nel fisico come nel carattere, e non solo i protagonisti, ma anche quelli "secondari".
Marco e Livia mi son piaciuti tantissimo, proprio perchè diversi e apparentemente inconciliabili; ma confesso che Rufo mi ha proprio rapito il cuore!!
E' il prototipo di uomo che quando ama, lo fa con tutta l'energia possibile; e poi ho adorato quel senso di possesso verso "la propria donna" che non era irrispettoso, come se la donna fosse un oggetto (anche se è a questo lui giungerà gradualmente), ma un possesso e una gelosia "positive", scaturite dal sentimento, dal legame affettivo presente.

C'è anche un livello di sensualità abbastanza alto; l'Autrice è precisa nella descrizione di ambienti, scene, persone... e lo è su tutti i versanti..
Insomma, amanti del genere romance a sfondo storico, per quel che mi riguarda "Roma 40 d.C Destino d'amore" è una lettura da non perdere!!
A me personalmente ha dato delle belle emozioni e leggerlo è stato un piacere....!! Aspetto di tuffarmi nel seguito!!!

NOTA:
Ehm..., mi dico sempre che non devo scrivere la recensione di un libro appena terminato, ma che devo aspettare il giorno dopo..., ma non ci sono riuscita....!!!
Spero davvero di non aver spoilerato... Se l'ho fatto, è stato involontario e sotto la spinta dell'emozione; fatemelo notare, in tal caso, e sistemo; mi sembra di non essere caduta nello spoiler, ma non si sa mai ^_^

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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